Poesie di Rolando Toro Araneda

La forza che ci conduce
È la stessa che accende il sole
Che anima i mari
E fa fiorire i ciliegi.

La forza che ci muove
È la stessa che agita i semi
Con il suo messaggio immemore di vita.

La danza genera il destino
Seguendo le medesime leggi che legano
Il fiore e la brezza.
Sotto il girasole di armonia
Tutti siamo uno.

La danza si genera a se stessa
come un gelsomino
nella brezza invernale.
Sorge lieve all’inizio
e si trasforma in uragano
sostenuta appena per le braccia
che si sollevano:
il frondoso albero del mondo
offre il suo frutto finale
il danzatore nel suo rito
di totale abbondanza.

Quale è il canale
di magne acque
Il canale di lontananze che comunica lo sguardo?
Come è possibile dire,
lo indicibile, attraverso gli occhi?
Poiché la visione interiore non è immagine
bensì forza, calore e luce…
Un linguaggio abbagliante di
costellazioni
Un vecchio codice nella
memoria del mondo.

Era già tempo che io arrivassi a essere qualcuno,
era già tempo che apparissi dentro di me
la tigre, il bambino e l’ape.
È arrivata l’ora di essere un fiume
acque fluide, affidate al destino.
Era già tempo, dopo
l’era del Trionfo, dopo le Dighe
asciutte del Dolore, dopo
la Paura di essere Abbandonati, è arrivato
il Tempo dei Gelsomini.
Era già ora che io arrivassi
a essere qualcuno.
Così anonimo, così lieve
Come le canne di bambù.

Abbandonarsi totalmente
al gioco
Questo è il segreto della nostra gloria

Abbandonarsi senza reticenze
al gioco di
ricevere l’immensità
e prendersi cura di Lei
Come ci si prende cura di un bambino

Abbandonarsi
alla missione impossibile
di, semplicemente,
dare frutti

abbandonarsi alla rugiada senza altra opzione che l’estasi
poiché diventare parte del gioco è guadagnarsi a se stesso.

Perché abbiamo più energia di quanta ne riceviamo.
Abbiamo luce negli occhi e uccelli migratori
Perché l’impossibile può succedere.

I nostri passi pieni di convinzione
Per i labirinti dell’amore…
Argonauti per mari sconosciuti

Alla ricerca del vitello interiore
Perché abbiamo l’energia del miracolo.

L’illusione, il germoglio e il rovere tagliato
L’uragano col nome di donna
E il cuore palpitando
Anche senza amore
Perché l’impossibile può succedere.

L’angelo azzurro del nostro letto
Aspettando il suo nuovo destino
Perché il miracoloso ha la faccia di angelo.

Abbiamo figli nel breve spazio di cento anni
E il nostro amore è infinito.

Abbiamo una lettera d’amore tra le mani
E campi di grano grandi e dorati
In una spiga del sogno.
Perché l’impossibile è il quotidiano.

Poesie tratte da “Lo imposible puede suceder” Ed. Oasis Oaxaca, Mexico, 1995
Torna in alto